I SEGRETI DI DISCOVERYLAND

Entriamo letteralmente nel futuro! Qui la parola chiave è scoperta, esplorazione, voglia di conoscere! Discoveryland fu il più difficile dei Land da progettare. Quello che anche nelle precedenti versioni americane, il cui nome è Tomorrowland, non aveva mai funzionato in modo totalmente lineare. Ma qui in Europa avevano modo di innovarsi e di creare qualcosa di totalmente nuovo. Fu così che partirono subito dal nome, cambiandolo in Discoveryland.

Crearono una terra che viveva fuori dal tempo, che comprendeva le diverse versioni del futuro con quel tocco di passato che facesse comunque sentire i visitatori a proprio agio. Si presero come modello le visioni di Jules Verne, HG Wells, Leonardo Da Vinci e George Lucas. Il risultato fu un vero e proprio luogo senza tempo!

L’inaugurazione delle attrazioni, come ad esempio Space Mountain, venne risaltata fino in fondo, la pubblicità fu immensa e la risposta sopra ogni aspettativa.

VIDEOPOLIS RESTAURANT

E’ vero che gli Imagineers amano rivoluzionare le cose, ma per farlo bisogna anche conoscere il passato e partire da esso. L’Hyperion, cioè il dirigibile che sta sopra l’ingresso del ristorante/teatro viene dal film della Disney The Island at the Top of the World, ma Hyperion è anche il nome della strada dove Walt Disney aveva il suo primo studio di animazione a Hollywood.

Pensarte che i banconi interni erano originariamente utilizzati per acquistare i biglietti per viaggiare sul dirigibile. Guardando l’insegna all’entrata si capisce anche che il suo capitano ha completato 49 viaggi prima di scomparire nel nulla. Il mistero aleggi ancora su Hyperion.

LE VISIONARIUM

Esso è stato creato appositamente per Disneyland Paris, è si può dire che sia il simbolo di tutto ciò che gli Imagineers hanno cercato di realizzare. Per la prima volta in un film si voleva raccontare una storia completa invece di limitarsi a una giustapposizione di scene; come fu per gli altri film.

Incuriositi dall’idea del viaggio nel tempo, hanno coinvolto nella storia un robot chiamato Timekeeper (voce francese di Michel Leeb) e una fotocamera con nove occhi chiamata Nine-Eye (voce di Miryam Boyer). Si presume che quest’ultima filmi quello che vediamo. Questo film comprendeva molti attori famosi europei. Il problema con i film a 360° è che bisogna avere un inquadratura completa, pulita che mantenga l’illusione del tempo.

I MISTERI DEL NAUTILUS

Ha aperto a Disneyland Paris nel 1994. Fu un piccolo tributo. Quando Walt aveva aperto il primo parco nel 1955, aveva appena finito di girare il film “20.000 Leghe sotto il mare” e decise di esporne i set e gli oggetti di scena nel Parco. Qui sono stati ricreati gli stessi set, come erano apparsi nel Nautilus. Li aiutò il più grande esperto di questo film: Tom Sherman. Tom aveva realizzato 250 piccole illustrazioni su dei tovagliolini di carta con ogni minimo dettaglio del Nautilus. Ha costruito lui stesso le attrezzature subacquee e anche i modelli del Nautilus che si trovano nel Le Visionarium. Per ricreare l’organo del Capitan Nemo, si è tornati all’organo che si trova in Haunted Mansion in California. Questo che trovate nell’attrazione è quello originale del film.

SPACE MOUNTAIN

Il concetto di Space Mountain si è evoluto a poco a poco, fino ad arrivare all’attrazione che conosciamo noi oggi. Nel 1865 Jules Verne scrisse From the Earth to the Moon, il libro che ispirò la trama di Space Mountain. Ma la realtà superò l’aspettativa!

Il cannone misura 72 piedi d’altezza e il lancio è possibile grazie a una catapulta di portaerei posizionata ad un angolo di 45°, che spinge i convogli a una velocità di circa 50 miglia l’ora. Per fare i primi test di prova vennero utilizzati dei sacchi di sabbia. Ma il primo vero passeggero fu un peluche di Thumper (il coniglio di Bambi). Fu attaccata una videocamera per filmare tutto il viaggio. Il risultato ne fu esilarante!!!

Steve Bramson, fu un altro prode passeggero durante i test. Questo era l’addetto agli effetti sonori e quindi doveva effettuare i lanci per riuscire a sincronizzare la vettura con l’ambiente che lo circondava in quell’istante. La velocità della vettura variava da viaggio a viaggio, perché veniva influenzata anche dal numero dei passeggeri a bordo. Quindi dovette comporre la colonna sonora sotto forma di sezioni musicali che sarebbero partite solo nel momento del passaggio del convoglio.

Nell’ultima stanza, compare numerose volte, se vi guardate bene in giro, le lettere DM; esse stanno ad indicare Discovery Mountain. Questo è il nome che si era scelto prima dell’apertura dell’attrazione, successivamente sostituito con Space Mountain. Nella sala precedente invece i numeri e le lettere che accompagnano le stelle nella volta sono le date e le iniziali degli Imagineers che lavorarono all’attrazione.

 

ORBITRON

Per la realizzazione di questa attrazione gli Imagineers, si sono ispirati a modelli planetari antichi, visitando addirittura il museo di Parigi Art et Métiers. Una volta completato il progetto hanno lavorato sul colore e sul materiale, usando: ottoni, bronzi e rame. Per renderlo unico si è optato per la luce al neon, rendendolo così senza tempo.

Ray Bradbury, un famoso autore americano di storie di fantascienza, suggerì che i pianeti si muovessero nel senso opposto, facendo così sembrare che i razzi si muovano al doppio della velocità.

David Told ha creato la musica per Discoveryland, una traccia completamente nuova, e in Orbitron il tema è a volte vittoriano, mentre gli altri sono più classici ed estrosi.

Persino le piante dovevano dare l’impressione di essere state progettate da ingegneri. Si optò per una specie molto insolita come gli Araucaria, provenienti dal Cile, sembrano fatti di squame.

 

STAR TOUR

I contrasti della visione del futuro del passato e del presente è molto bene distinguibile guardando il combattente “x-wing” di Star Wars che si trova all’ingresso di Star Tour. Questa attrazione porta i visitatori in un viaggio interstellare. Dal 2017 l’attrazione è divenuta 3d con 6 diversi spettacoli che ruotano in modalità casuale, cosi che i visitatori possono fare più di un viaggio trovando sempre un avventura diversa.

George Lucas ha gentilmente offerto alcuni oggetti di scena, infatti mentre si è in coda si può ammirare una delle Speeder Bikes che andarono a recuperare direttamente dal suo ranch. La voce di C3PO è proprio quella del suo doppiatore originale Anthony Daniels, che ha registrato il messaggio anche in francese.

AUTOPIA

Autopsia vuole essere un ponte di collegamento tra il passato e il futuro, infatti esso cerca di rappresentare la concezione di autostrada del futuro nell’immaginario degli anni ’30.

Walt Disney prese ispirazione da questo nel corto di animazione degli anni ’50 Magic Highways. Da qui parte Autopia.

In California il percorso è molto contorto, mentre in Florida il percorso è più lineare. Per Parigi si è voluto fare un mix delle due esperienze, ha la lunghezza del percorso in Florida ma la complessità di quello della California.

Per quanto riguarda il modello delle auto, hanno voluto una macchina futuristica ma con un design che non andasse fuori moda troppo presto, dandogli uno stile art dèco più innovativo.

Negli ultimi anni sono stati aggiunti dei piccoli particolari al paesaggio, che richiamano alcuni dei nuovi film d’animazione usciti recentemente, come ad esempio i personaggi di Wall-e.

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Disneyland Paris, from sketch to reality.

 

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