PHANTOM MANOR: Cosa è cambiato dopo il restauro del 2018

Già in un precedente articolo, abbiamo raccontato la leggenda che circola intorno all’attrazione di Phantom Manor. Ma il restauro del 2018, con la conseguente pubblicazione del libro: Phantom Manor – L’attraction dé Cryptée (19.99 euro a Disneyland Paris), sono stati svelati molti misteri, e la storia viene svelata.

Tutto doveva essere perfetto. I tempi di preparazione, prima della chiusura dell’attrazione sono durati 2 anni.

Daniel Joseph si è occupato di gestire l’intera impresa.

Rinfreschiamo un po’ di storia e vediamo anche tutte le novità, se volete paragonare il pre e il post restauro, ecco l’articolo precedente su Phantom Manor https://disneylanders.it/2018/08/21/phantom-manor/

Lo stemma all’ingresso, con il nome dell’attrazione è formato da dei serpenti che si intrecciano, sormontati da una testa di, quello che sembra essere, un demone. In realtà, questa losca figura si ispira al tormentato compositore Ludwig Van Beethoven. La scritta in latino, cita le seguenti parole: “Non Omnis Moriar”; che si traduce con “Non Morirò del Tutto”. La citazione viene dalle Odi di Orazio, Libro III, ode 30. La scelta di tale citazione voleva anche indicare che il proprietario era un uomo colto. Ma a tutti noi sembra più che altro, un macabro presagio.

Tutte le piante presenti nel giardino hanno un forte effetto evocativo: faggi piangenti, cedri centenari, che esprimono forte tristezza. Il passato viene evocato, invece, dall’intreccio dei rami dei noccioli. I rovi ormai spogli e morti dei roseti, ricordano quando splendide rose correvano lungo i viali del maniero nel suo massimo splendore.

All’ingresso dell’attrazione è stato realizzato un gazebo, dove ora si possono incontrare diversi personaggi Disney. Topolino per l’occasione indossa un costume che si ispira all’ambientazione di Frontierland e di Phantom Manor.

La sua struttura e la sua facciata già cominciano a raccontare la storia dell’attrazione, ancora prima di varcarne la soglia. C’è chi dice che per la facciata si siano ispirati alla casa di Norman Bates in Psyco, ma in verità la casa si rifà agli schizzi di Harper Goff, primo Imageneer insieme a Walt ad essersi occupato della idealizzazione di questa attrazione. Oltre agli schizzi di Goff, i creatori si ispirarono anche a Fourth Word School, un edificio che si trovava nel Nevada a Virginia City.

La casa doveva essere riconoscibile da tutti i visitatori, doveva essere chiaro che era una casa stregata. Quindi gli Imageneers decisero di dargli un aspetto trascurato; cosa che andava contro i principi di Walt, che voleva che tutto a Disneyland sembrasse sempre perfetto e impeccabile. Presero ispirazione da diversi modelli, come la lugubre casa della Famiglia Addams (1930) e House By The Railroad di Edward Hopper (1925).

Uno dei primi nomi pensati per l’attrazione fu Le Manoir Des Fantomes, ma l’attrazione era stata pensata per essere ambientata nell’America del IX secolo, e quindi avrebbe dovuto mantenere un nome inglese. Ma allo stesso tempo doveva esser di facile comprensione per dei visitatori europei, e per lo più francesi e quindi si giunse al compromesso di Phantom Manor.

La legenda affonda le sue radici nella cultura europea. Ad esempio, la protagonista, Melanie ricorda molto quella del libro di Charles Dickens “Grandi Speranze“. Miss Haversham, passò la sua vita in abiti da sposa aspettando il ritorno del suo amato. Un altro romanzo che ne ispirò la creazione è “La sposa di Lammermoor” di Walter Scott, che narra di una giovane sposa dagli infelici amori. Mentre per quanto riguarda il personaggio del Fantasma, chiaro è il richiamo al romanzo di Gaston Leroux “Il Fantasma dell’Opera” (1910). Rivedendoli tutti comunque sotto una luce un po’ western che si adattava meglio a Frontierland.

Il Fantasma, una figura fino ad ora molto enigmatica, diventa ora il proprietario della casa; esattamente Henry Ravenswood, il padre di Melanie. Con il restauro del 2018 gli Imageneers hanno deciso di fare chiarezza sul mistero e di svelarne diversi aspetti.

La maggior parte dei cambiamenti si concentrano sul Foyer, la Stanza Segreta (ascensore) e la Galleria dei Ritratti. Appena varcata la soglia i visitatori si trovano davanti al ritratto di una giovane donna accompagnata da quella di un uomo un po’ spettrale. Ma come dice la voce narrante, le cose non sono mai come sembrano. E dove stava il fantasma ora appare l’immagine di Henry Ravenswood. La verità è finalmente rivelata il Fantasma e il padre di Melanie sono la stessa cosa. Per quanto riguarda invece la scomparsa dei pretendenti, bisogna aspettare di entrare nella Stanza Segreta(ascensore) per scoprire il loro destino.

Scopriamo subito 4 ritratti, in cui la giovane viene accompagnata da quattro diversi pretendenti, ognuno parte attiva della cittadina di Thunder Mesa. Mentre la stanza si allunga, la giovane svanisce dai quattro ritratti e si scopre la macabra fine di ognuno dei pretendenti, mentre l’inquietante figura del Fantasma/Padre si intravede sul soffitto della stanza accompagnata da fulmini e tuoni. Nessuno può essere abbastanza per sua figlia. Henry era un padre troppo possessivo, pronto a fare qualsiasi cosa per tenere la figlia sempre con se, anche dopo la sua morte.

La minaccia viene confermata nella Galleria dei Ritratti, un tempo più gotica. Rispecchia molto il suo padrone, e come lui, alche i ritratti hanno bisogno di un secondo sguardo per intuirne la vera natura.

Il nostro viaggio è accompagnato dalla voce del fantasma e dalla melodia intonta da Melanie, che rendono l’atmosfera ancora più macabra e tormentata. Per quanto riguarda la voce narrante, con il rinnovo del 2018, si è tornati a pescare la voce di Vincent Price, che precedentemente era stata utilizzata solo per la sua sinistra risata. Mentre la versione francese è registrata da Bernard Alane. La voce di Melanie invece appartiene a Katherine Lech Meyering, che lavorava nel dipartimento luci al Walt Disney Imageneering.

Dopo il restauro, Melanie fa la sua prima comparsa immediatamente dopo la Galleria dei Ritratti, sulla scalinata principale, mentre gli ospiti sono invitati a salire sui “Doom Buggy”, che li accompagnerà per tutto il corridoio lungo tutto il percorso.

Una delle novità, è la presenza delle quattro corone funebri presenti nella Stanza della Musica, che appartengono, ovviamente, ai quattro pretendenti morti. Mentre l’ombra del Fantasma si appresta a suonare una versione lugubre de “La Marcia Nuziale” di Wagner.

Ora il Bodoir, diventa una parte importante della storia, infatti ora sullo specchio a forma di teschio compare l’immagine del Fantasma, ma solo là, nella stanza è presente solo Melanie, intenta a piangere mentre il grammofono diffonde melanconica melodia.

Il restauro ha portato nuovo splendore a tutti i personaggi presenti nell’attrazione, che hanno subito un ottimo trattamento di bellezza..

Nella Galleria degli Specchi, alla fine dell’attrazione, si trova una nuova apparizione di Melanie che accompagna i visitatori fino all’uscita.

Il grande lavoro svolto ha permesso la rivelazione di numerosi dettagli inediti, il lavoro su le nuove decorazioni e sugli effetti speciali.

Fonte: Phantom Manor – L’Attraction Cryptée. Disneyland Paris 2019. Inside Ears

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